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Come si scrive un Curriculum

novembre 27, 2010

Il CV che sottoponi all’attenzione di un potenziale datore di lavoro sarà probabilmente la prima cosa che vedrà e leggerà di te. Per questo motivo dovrà presentarsi bene ed essere di facile consultazione. Per esempio:

Stampalo su carta di qualità e filigranata. Nella maggior parte dei casi la cosa migliore sarà stampare il CV con inchiostro nero su tradizionale carta bianca. La lettera d’accompagnamento andrebbe stampata allo stesso modo.
Organizza il CV in modo ordinato.
Evita i margini troppo abbondanti o troppo ridotti.
Rinuncia a scrivere paragrafi troppo lunghi – meglio essere concisi.
Il grassetto può essere efficace, se lo usi in maniera oculata.
Vanno bene i caratteri standard del tipo Times New Roman oppure Arial.
Non utilizzare un corpo del carattere inferiore agli 11 punti.
Fai un controllo ortografico e tipografico: anche se è qualcun altro a battere il CV, la responsabilità per gli errori è TUA. Non fidarti del controllo ortografico del computer. Se non sei sicuro di una parola, ricorri al dizionario. La trascuratezza e la mancanza di attenzione potrebbero venire fortemente penalizzate.
Dati personali
Un CV di due pagine in genere consta delle seguenti sezioni:

Nella parte superiore della prima pagina vanno messi i tuoi dati personali, cioè quelli che permetteranno di contattarti. Non serve mettere un’intestazione generale del documento, tipo “Curriculum Vitae”. L’intestazione sarà invece il tuo nome. Scrivilo in un corpo maggiore, per esempio 16 punti, e utilizzando il grassetto.
Per risparmiare spazio, scrivi l’indirizzo nella riga sotto il nome, inserendo una virgola tra nome della via, numero dell’abitazione e codice postale.
Inserisci poi i numeri di telefono a cui si può contattarti. Se hai tuttora un posto di lavoro e ti è permesso ricevere telefonate private, puoi mettere sia il numero di lavoro che quello di casa. Se vuoi, puoi dare anche il numero di cellulare. E’ in questa sezione che va fornito anche l’indirizzo di posta elettronica, se ce l’hai.
Storia professionale
Inserisci le informazioni seguenti, che partono dal tuo lavoro attuale o da quello più recente:

Date: Cita da/a soltanto in anni, per esempio 1998-data, 1994-96. Le date vanno posizionate in senso verticale sul margine sinistro o su quello destro. Questa disposizione agevola chi deve passare in rassegna i tuoi impieghi e verificarne la continuità. Azienda e sede (solo il nome della città o del paese): non tutti lavorano per un’azienda nota. Perciò, sotto il nome dell’azienda, è meglio fornire una breve descrizione della sua attività primaria e del suo fatturato annuo. Per esempio: “Una delle principali aziende plastiche, con 3.000 dipendenti dislocati in quattro unità produttive diverse. Fatturato 2000: 230 miliardi”.Chi legge potrà fare rapidi confronti sulla dimensione e sulla complessità dell’azienda, sul numero di dipendenti, sulla complessità delle sfide, sulla sua posizione di mercato.
Denominazione della mansione svolta: sotto questa voce dovrai spiegare in breve la tua “funzione”, cioè il tipo di impiego da te svolto. Il contenuto di questa sezione va selezionato con estrema cura: menziona i compiti e le responsabilità principali del tuo ruolo, comprese le cose che ti piace fare e che sai fare bene. E’ consigliabile qui omettere le cose che fai ma che non ti piacciono particolarmente, a meno che non siano una parte essenziale del lavoro a cui aspiri. L’illustrazione delle tue mansioni non deve superare le 4-5 righe.
Risultati: sono i risultati che, potenzialmente, ti distinguono dagli altri concorrenti. La parte sui risultati dovrebbe essere costituita da tre elementi: – una dichiarazione di titolarità, per esempio: “Membro di una squadra di quattro…, Ha dato il via…, Ha implementato…” – che cosa hai fatto, per esempio, “Ha prodotto…, Ha progettato…” – il risultato (a livello quantitativo e/o qualitativo).
I risultati vanno scritti nella forma di brevi, incisivi e concisi resoconti di fatti. Il loro scopo dovrebbe essere quello di suscitare l’interesse di chi legge e spingerlo a porre domande quali: cosa? come? perché? ecc. L’obiettivo è che la persona che deve scegliere, per avere le risposte, ti inserisca tra i candidati. Ripeti tutto il procedimento per il ruolo precedente, poi per quello prima ancora e così via. Fornisci dettagli completi solo sugli impieghi degli ultimi 7-10 anni. Per gli anni precedenti è preferibile elencare semplicemente le date, il nome del datore di lavoro e il titolo professionale. Come alternativa puoi inserire un paragrafo succinto del tipo: “Prima di questi ruoli, ho ricoperto una serie di posizioni in diverse aziende di primaria importanza”. Se hai lavorato per lo stesso datore di lavoro per 10 anni o più, cerca, se puoi, di frazionare questo periodo in base ai diversi ruoli che hai ricoperto, con le diverse responsabilità e i diversi risultati. Non c’è bisogno di fornire i dettagli o le motivazioni salariali per cui presenti il CV. La vostra storia professionale probabilmente finirà sulla seconda pagina del CV. Dunque, se può essere utile, potete descrivere il training e i corsi di formazione di cui avete beneficiato di recente.
Training e corsi professionali

I punti elencati a questa voce hanno lo scopo di aggiungere valore al tuo CV. Perciò dovresti evitare di includere cose tipo: “Corso di mezza giornata sulle Procedure di Evacuazione di Emergenza dalla Casa”. Puoi elencare corsi di formazione e sviluppo dei quadri dirigenti, corsi di informatica oppure un addestramento specialistico nel tuo campo. I dettagli da indicare sono:

Data (solo l’anno)
Titolo dell’evento (e durata, se superiore ai 2 giorni)
Nome dell’organizzatore (interno o esterno)
Formazione scolastica e titoli
Questa sezione comprende tutti gli ordini professionali a cui appartieni e, in generale, i tuoi traguardi accademici. Di solito i datori di lavoro apprezzano un livello elevato di cultura generale. Se attualmente stai studiando per ottenere un titolo ulteriore, questo va segnalato (all’inizio dell’elenco). Come per la sezione Training e corsi professionali, i titoli vanno presentati in ordine cronologico inverso, con i seguenti elementi:

Data/e
Nome dell’istituto
Titolo/i ottenuto/i
Maggiore è la tua anzianità, meno è necessario che tu ti metta a elencare le materie e i voti con i quali hai superato ogni livello.
Dati personali

Spesso è la parte più controversa del CV. Quanto si dovrebbe rivelare? Per fare un esempio: i dirigenti di età superiore ai cinquant’anni dovrebbero rivelare la data di nascita? Una donna che ha più di vent’anni dovrebbe rivelare l’età o lo stato civile? I vari autori di testi sul CV non sono concordi a questo proposito. E’ una decisione che, in fin dei conti, spetta a te.

Se hai riportato fedelmente le date della formazione scolastica e della storia professionale non sarà difficile riuscire a stabilire la tua età con un’approssimazione di circa due anni. Perciò puoi anche indicare la data di nascita (non l’età). Ecco qualche altro elemento che talvolta si aggiunge:

Nazionalità
Stato civile
Possesso di patente di guida
Disponibilità a trasferirsi
Condizione di non-fumatore
Comunque, qualsiasi cosa tu metta deve essere breve e rilevante. Per esempio, se il lavoro a cui aspiri richiedesse mobilità, sarebbe utile comunicare al datore di lavoro che sei in possesso di una regolare patente di guida.
Menziona gli interessi extralavorativi e gli hobby solo se aggiungono valore alla domanda di lavoro. Può capitare che un’attività che segui al di fuori del lavoro dimostri il possesso di capacità diverse da quelle normalmente esercitate sul lavoro, ma che potrebbero rivelarsi utili.

Referenze

Prima di dare il via alla ricerca di un posto di lavoro, dovrai contattare le tue potenziali fonti di referenze per verificare la loro disponibilità. In genere, nel CV non si rivela l’identità di chi dà la referenza. Alcuni datori di lavoro chiederanno questa informazione prima del colloquio, nel qual caso fornirai nominativi e dettagli di contatto in una lettera d’accompagnamento. Altri datori di lavoro attenderanno di averti incontrato e di aver deciso se approfondire o meno il discorso con te.

La responsabilità della gestione delle referenze spetta a te. Ciò significa che, quando un potenziale datore di lavoro o un potenziale reclutatore ti chiedono le referenze, devi attivarti per prendere i contatti. A chi ti dà la referenza spiega la natura del ruolo per il quale presenti domanda e descrivi in dettaglio le capacità che interessano al futuro datore di lavoro. Ciò gli consentirà di avere con lui o con il reclutatore uno scambio di idee utile e costruttivo.

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I MESTIERI DELLA TELEVISIONE

maggio 6, 2008
reporter
ECCO IL SEGRETO PER DIVENTARE GIORNALISTA SPORTIVO DI SUCCESSO

La parolina magica non è “SIM SALA BIM” questa volta Ali Babà non dirà “Apriti SESAMO”, ma: “FULL IMMERSION”, ovvero “come ti sbatto il cronista televisivo sullo schermo”. Di fatto basteranno 2 settimane della vostra splendida vita per frequentare un MASTER di giornalismo sportivo televisivo e diventare i successori del noto “Bisteccone”.

Pensate ad un corso Master completamente svolto presso studi televisivi appositamente attrezzati per telecronache (sia in diretta che in differita), conduzione di talk show e TG, interviste e montaggi sia RVM che Digitali.

Situazione in esterni con cameraman.
Conferenza stampa-notizie di routine (dove e come ottenerle).
Intervista one-to-one domande mirate – Situazione redazionale con un pezzo da confezionare sulla scorta di notizie diffuse da giornali, siti web o agenzie.

Pezzo resoconto di una partita (o evento) – appena finita – in onda nella stessa serata – pezzo del giorno dopo (servizio – commento): a) con interviste; b) senza interviste – Intervista “one-to-one”; 1) come la si prepara; 2) come la si realizza; 3) come la si monta – intervista in diretta “one-to-one” – Tecnica di montaggio – Situazione da studio; 1) scelta degli argomenti ed eventualmente scaletta; 2) preparazione contributi e pezzi di supporto; 3) uso del prompter .

TELECRONACA: 1) come la si prepara; 2) dove attingere le notizie didascaliche su: a) squadre; b) giocatori; c) arbitri; d) allenatori; e) news legate all’attualità; 3) come usare le notizie didascaliche; 4) quando usarle; 5) eventuali inserimenti pubblicitari (spot) – La telecronaca a 2 voci – Quali le sostanziali distinzioni affinché il lavoro del telecronista e quello dell’eventuale opinionista non si sovrappongano – La telecronaca come servizio per il pubblico e non come competizione nozionistica .

I tempi della telecronaca – Quali accorgimenti da usare per la pronuncia di nomi stranieri – Studio delle regole fondamentali dello sport oggetto della telecronaca – Nozioni sul ritmo: quando serve, quando non serve. Le regole del giornalismo televisivo e del giornalismo in generale – La figura del giornalista televisivo – Le fonti dell’informazione – I vari modi di fare un’intervista: flash, one-to-one, in studio.Come presentarsi e come prepararsi per l’intervista – La scelta delle immagini a supporto (da registrare e da archiviare) – Il collegamento in diretta – Lo stand-up “live” o registrato – Il montaggio del servizio o dell’intervista – La conduzione del TG sportivo – La conduzione della rubrica o del talk-show sportivo – La telecronaca dell’evento sportivo – La moviola: come e quando usarla, come “leggerla” – La troupe, operatore TV e assistente: come interagire con essa.

Tutto quello che il giornalista TV deve evitare di fare – La terminologia nel mestiere del giornalista TV – Come nasce una trasmissione televisiva di sport – Cos’è la televisione. Naturalmente si possono spalmare le lezione nel corso di 12 mesi, giusto per non rendere il tutto troppo traumatico. Un programma ricco di contenuti da far invidia alle principali scuole del settore. Fiore all’occhiello sono gli insegnanti. Veri esperti che garantiscono il successo di questi “STAGE”. Certo vi sembrerà di essere a Mediaset o alla Rai. Qualche nome? Bruno Longhi, Lamberto Sposini, Maria Teresa Ruta e molti altri ancora ovviamente per formazioni differenti.

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COME SI DIVENTA DJ….

febbraio 25, 2008

L’esperienza è fondamentale come la passione e gusto musicale… la tecnica si acquisisce con la pratica… l’occasione e data dalla tenacia e presenza a fianco di un amico dj. Contrariamente a molti che pensano che è meglio il ”fai da te” ecco un decalogo utile a chi vuole avvicinarsi a questa professione.

LE COSE DA FARE

01) Affiancarsi e rendersi amico un dj, seguirlo nei suoi set, imparare le tecniche.

Formate un “gruppo” di lavoro, gli amici sono importanti per sostenervi e promuovervi.

02) Frequentare i locali, ascoltare i dj Guest per carpire e confrontare le tecniche e sound.

03) Periodicamente frequentate i dj point, trascorrere un pomeriggio in un negozio specializzato vi darà la possibilità di ascoltare/scegliere la musica, essere consigliati, incontrando altri dj.

04) Fatevi una vostra discografia, investite un po’alla volta per crearvi la vostra dj bag.

Poche cose ma originali, denoteranno da subito la professionalità. Ricordate che la scelta musicale fa la “differenza”.

05) La scelta dell’attrezzatura “i ferri del mestiere” valutatela bene. Per iniziare un buon usato oppure del nuovo a prezzi scontati vi farà capire se questo mestiere fa per voi.

06) Partecipate ai vari dj contest, frequentate gli eventi importanti: fiere, clinic ”respirate” l’atmosfera, toccate con mano le novità dj oriented, fatevi nuovi amici, da questo potranno nascere nuove collaborazioni.

07) Dotatevi di un PC o Lap Top con scheda audio da collegare alla vostra consolle, per registrare i vostri set. Scaricatevi i software Demo o trial dei programmi più usati “smanettare” vi farà capire qual è il programma giusto per le vostre esigenze.

08) Una connessione ad internet oggi è indispensabile, per ascoltare, acquistare e comunicare…

09) Createvi un nome d’arte, un Nickname originale se non vi piace come “suona” il vostro..

10) Un vostro “spazio” su myspace.com è indispensabile, utilizzatelo come una “vetrina” con contatti foto, playlist… inserite nei siti specializzati i vostri mixati, partecipate ai forum… Ricordatevi però che anche in internet esistono delle regole (Netiquette).

LE COSE DA SAPERE

01) Nessuno nasce “imparato”, oggi il dj non è solo uno che mette i dischi.

02) Anche i grandi dj hanno fatto la “gavetta” l’importante è essere pronti quando capita l’occasione.

03) Cercate di capire qual è la parte migliore che vi appassiona se avete una naturale predisposizione… la specializzazione musicale e le doti di tecnica nel tempo vi daranno delle mete da raggiungere e le soddisfazioni che meritate.

04) Il “mondo della notte” sta cambiando oggi non si suona solo nelle disco o nei club altre realtà rendono possibile l’espressione della propria ricerca musicale.

05) Sperimentare le vostre idee per realizzare delle trax per produrle è importante, ma non fondamentale, anche in questo caso un team di lavoro e importante e un musicista indispensabile.

06) Date un “ritmo” alla vostra vita, la musica è un arte che muove i corpi, ma entra anche nell’anima.

07) La cultura è fondamentale, oggi tramite internet, video, DVD, libri e stampa specializzata potete apprendere che il dj ha una “storia”: il passato serve a costruire il… futuro.

08) Le “serate negative” capitano a tutti, la professionalità si denota nel non fare trasparire l’errore tecnico o disco “sbagliato”, trasformandolo in una “cosa” volutae positiva.

09) Informatevi sui vostri diritti/doveri di dj, per chi inizia, ricordate che è il datore di lavoro che deve svolgere le pratiche di assunzione/iscrizione agli enti preposti.

10) Il dj rimane fondamentalmente una persona che “gioca” e manipola la musica, cambieranno i supporti dal vinile al CD ai file audio, ma ci sarà sempre un dj che seleziona la musica.

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DIVENTARE FAMOSI OGGI….SI PUO’

gennaio 27, 2008

I Love U

Come si diventa dj famosi?

Il dj famoso non e’ detto che sia anche bravo.
Il dj bravo non e’ detto che sia anche famoso.
Il dj famoso una volta tale, diventa bravo.
Il dj bravo una volta tale, non diventa famoso.

Questa e’ la legge.

Mi spiego.
Il dj che vuole diventare famoso non deve puntare tutto sulla sua bravura, diventa popolare perche’ e’ un leader di compagnia ( ha tanti amici che lo seguono). Il dj famoso e’ un promoter di se stesso.
Ha leccato piedi e ha fatto faccia tosta con molte persone. Si e’ venduto bene.
Pensate che il dj famoso solitamente a molti risulta anche bravo
(anche se e’ una mezzasega).
Il gestore di una discoteca chiama il dj famoso perche’ gli porta gente e soldi nel locale.(lo posso garantire).
Il gestore di una discoteca non e’ interessato ad avere un dj che mixa bene se non gli porta che l’amico e la sua fidanzata (magari un cesso). A meno che non sia Gay. E’ tutta questione di Business.

Se volete diventare dj famosi cercate di diventare PR e portare 300 persone in un locale. A questo punto se chiedete ad un gestore di farvi suonare perche’ se mettete voi i dischi vengono 300 persone.. il gestore vi fara’ suonare e si spargera’ la voce che voi siete un dj che porta gente.
Pian piano vi ingrandirete e avrete a seguito migliaia di giovani . Siete famosi e bravi.
I dj famosi che prendono 4000 euro a serata e’ gente che ha 35 anni, 20 di carriera e hanno cominciato in anni dove il dj era una star. Hanno seminato molto e ora raccolgono.
I dj che diventano famosi in questi tempi sono di 2 categorie:
Quelli con 3 anni di esperienza ma con alle spalle un agenzia che gli spinge a palla perche’ sono belli e le fighe diventano matte. Non immaginate quanti ce ne sono che vengono su come funghi.
Sicuramente gli avete visti suonare nel vostro locale preferito e avete pensato:” chi cazzo e’ questo? Bah… sembra famoso visto la gente che ha intorno” . tutta scena credetemi. Quel tipo di dj non vale un cazzo e magari dopo 3 anni lo si vede in qualche programma tv di belli e belle. In questo primo caso l’artista non esiste.
La seconda categoria e’ quella che personalmente gode di piu’ stima , il dj produttore.
Siccome il dj, diventa artista, quando e’ anche musicista e produttore ( deve farli lui i dischi pero’, non deve solo metterci il nome) .Diventi famoso perche’ fai un disco che diventa una hit e ti chiamano in tutto il mondo a suonare.
Questa strada e’ la piu’ difficile per raggiungere la fama. Se non hai talento nel fare musica ( house) non farai mai il disco che spacca e resterai sconosciuto.Il pro di questa strada e’ che se diventi un bravo producer non ti tira giu’ nessuno dal podio della fama. Se sei un dj famoso solo perche’ hai chi ti spinge …nel momento che nessuno ti spinge piu’ o nel momento che passi di moda sei finito.
Nel caso del dj producer invece il destino dipende solo da te e devi solo ringraziare il tuo talento che ti ha fatto compagnia.

Morale.
Decidete voi che strada prendere. La mia l’ho gia scelta.

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